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GONFIORE ADDOMINALE: CAUSE E RIMEDI PRATICI DI CUI (QUASI) NESSUNO PARLA


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Per eliminare definitivamente il gonfiore addominale bisogna risolverne le cause ma le cause del gonfiore addominale possono essere davvero molteplici e non per tutte esiste un metodo diagnostico. Quindi bisogna procedere per eliminazione, ossia capire quali possono i fattori che direttamente causano il gonfiore ed eliminarne uno ad uno.

 

1)    MASTICAZIONE E DIGESTIONE

Partiamo col dire che non è possibile avere un ventre piatto se non si ha una digestione e

un transito intestinale corretti. E una corretta digestione inizia da una corretta masticazione! Masticare poco e mangiare di fretta ha infatti 2 conseguenze:

·      La saliva contiene le amilasi, ossia gli enzimi che digeriscono l’amido. Se il cibo non viene quindi masticato e amalgamato correttamente con la saliva, la digestione degli amidi (contenuti, per esempio in riso, cereali, pasta, pane, patate, etc) non parte correttamente. Di conseguenza, questi carboidrati raggiungeranno l’intestino non correttamente digeriti. Quindi, i batteri che colonizzano l’intestino fermenteranno eccessivamente questi carboidrati non digeriti producendo gas (idrogeno, co2 e metano) in eccesso. Questo può causare disturbi quali gonfiore, distensione addominale, flatulenza e diarrea.

·   Inoltre, mangiare di fretta comporterà l’ingestione di cospicui volumi di aria che contribuirà ad aumentare il gonfiore addominale.

 

Masticare quindi di più e più lentamente può quindi ridurre notevolmente la fermentazione di carboidrati non digeriti correttamente e quindi ridurre la produzione di gas, ridurre l’ingestione di aria dovuta a una veloce masticazione e quindi ridurre il gonfiore addominale.

 

Se soffrite quindi di un pronunciato gonfiore addominale “alto”, che parte dallo stomaco, questa potrebbe esserne la causa.

 

RIMEDIO: Provate a contare quante volte masticate un boccone. Questo andrebbe masticato tra le 20 e le 30 volte! Questo comporta che un pasto dovrebbe durare mediamente almeno 20min per avere una corretta digestione.

Anche il segnale di sazietà impiega 20 minuti per passare dall’apparato digerente all’ipotalamo (il centro del cervello responsabile della regolazione del senso della fame e della sazietà).

Far durare il pasto almeno 20 minuti significa quindi che darete il tempo al vostro cervello di capire che siete sazi (oltre che meno gonfi).

 

2)    FIBRA: amica o nemica? Dipende!

La fibra, che ricordo trovarsi prevalentemente in cereali integrali, (riso venere, rosso, farro, orzo, grano saraceno, quinoa, avena etc), pasta integrale, pane integrale, legumi e verdure deve essere assunta nella giusta quantità.

Ma la quantità ottimale non solo varia da persona a persona (rispetto alla propria fisio-patologia di quel momento) ma varia anche per la persona stessa in diversi periodi dell’anno.

 

Una non corretta assunizione di fibra puo causare gonfiore in diversi modi:

·      Assumere troppa poca fibra renderà le feci dure ostacolando quindi il transito intestinale e l’accumulo di feci nel colon (l’ultimo tratto dell’intestino) sarà il responsabile del gonfiore addominale nel basso ventre.

·      Allo stesso modo assumere un’adeguata quantità di fibra ma bere poco (meno di 2L al giorno) causerà costipazione in quanto la fibra farà letteramente da “tappo”.

·      Anche l’accesso di fibra causerà gonfiore addominale a causa di una eccessiva fermentazione di questa da parte del microbiota intestinale. Attenzione quindi alla quantità di verdure consumate per pasto (mediamente più di 300g sono considerati eccessivi) e in abbinamento a quali alimenti. Per molti puo andare bene consumare cereali integrali, legumi e verdure nello stesso pasto; per alterttanti invece puo essere un eccesso di fibra.

 

RIMEDIO: fate delle prove. Innanzi tutto, assicuratevi di bere ALMENO 2l litri di acqua al giorno per le donne e 2,5 litri per gli uomini se consumate carboidrati integrali, legumi e verdure nella vostra quotidianità. Se non li consumate assicuratevi di iniziare a inserirli nella propria quotidianità molto gradualmente. Il mio consiglio è quello di farlo con un nutrizionista che saprà valutare qual è per voi l’apporto di fibra ottimale in quel momento, specialmente se offrite di patologie quali colon irritabile, morbo di chron, diverticoli, intolleranza al nichel.

 

3)    FREQUENZA DEI PASTI

Il gonfiore addominale può essere influenzato anche dalla frequenza dei pasti.

Mangiare pasti troppo abbondanti o troppo ravvicinati può non dare il tempo materiale allo stomaco di svuotarsi e all’intestino di completare correttamente la digestione del pasto precedente, causando gonfiore.

Anche saltare i pasti può essere controproducente, perché può portare a mangiare eccessivamente e/o troppo velocemente al pasto successivo, causando quindi un'eccessiva fermentazione batterica nell'intestino.

 

La quantità e la frequenza corretta dei pasti dipende dallo stile di vita di ognuno di noi. Nessun problema se si vogliono fare 2 soli pasti al giorno o 5. L’importante è bilanciarli correttamente ognuno di essi.

 

4)    STRESS

Periodi o fattori stressanti alterano l’equilibrio della flora batterica intestinale causando disbiosi. In questi casi è consigliabile l’integrazione di un buon probiotico che contenga Lattobacilli e Bifidobatteri i quali sono in grado di riequilibrare il microbiota intestinale.

 

Questi 3 fattori possono incidere notevolmente su una corretta digestione e quindi sul gonfiore addominale.

 

Ora passiamo alle condizioni o cause patologiche più comuni che possono avere come conseguenza il gonfiore addominale.

 

1)    INTOLLERANZE A LATTOSIO, FRUTTOSIO E SORBITOLO

Se questi zuccheri e polioli non sono digeriti correttamente nella prima parte dell’intestino (il tenue) raggiungono così come sono l’ultimo tratto (il colon) causando un’eccessiva fermentazione e richiamo di acqua. Questo porterà a pronunciato gonfiore addominale, flatulenza, diarrea.

 

Se si sospetta di soffrire di una di queste condizioni è possibile fare dei test che ne permettono la diagnosi. Questi sono:

·      Per l’intolleranza al LATTOSIO (lo zucchero del latte) il Breath test al lattosio

·      Per l’intolleranza al FRUTTOSIO (lo zucchero della frutta) il Breath test al fruttosio

·      Per l’intolleranza al SORBITOLO (dolcificante) il Breath test al sorbitolo

Se si risulta intolleranti a uno (a tutti) di questi zuccheri/polioli la terapia è la medesima per tutti: l’eliminazione dalla dieta del colpevole.


Attenzione ad escludere il fruttosio dalla vostra dieta. Per non incorrere in carenze nutrizionali (ipovitaminosi) è consigliabile farvi seguire da un nutrizionista.

 

2)    DISBIOSI, SIBO

La disbiosi intestinale, ossia alterazione dell’equilibrio delle diverse specie di batteri presenti nel nostro intestino, spesso associata a gonfiore e SIBO (Sovracrescita Batterica dell'Intestino Tenue), può causare una serie di disturbi gastrointestinali, tra cui gonfiore addominale, flatulenza, dolori addominali e alterazioni dell'alvo (alternanza tra stipsi e diarrea).

Le cause della disbiosi possono essere:

·      dieta squilibrata (troppe o troppo poche fibre, troppi proteine animali, troppi o troppo pochi grassi)

·      l'uso di antibiotici

·      infezioni intestinali

·      stress

Le cause della SIBO possono essere:

·      copatologia (es.: sindrome dell’intestino irritabile con stitichezza IBS-C)

·      modifica della struttura della parete intestinale che porta ad un aumento della permeabilità

·      malfunzionamento della valvola ileocecale può consentire la risalita di batteri patogeni dal colon all’intestino tenue

 

DIAGNOSI: la diagnosi per la disbiosi intestinale non si basa su un singolo test specifico, ma piuttosto su una combinazione di fattori, inclusi i sintomi, l'anamnesi e, in alcuni casi, esami di laboratorio. Non esistono test definitivi, ma si possono utilizzare esami delle feci, test delle urine e, in alcuni casi, esami più approfonditi come l'analisi metagenomica.


ATTENZIONE: abusare di dolcificanti, alimenti "senza zucchieri" come budini, barrette, caramelle o bevande 0 causa, sul lungo termine, una forte disbiosi intestinale a causa della massiva presenza di polioli (dolcificanti) all'interno dei prodotti "0". Limita quindi il consumo di questi all'occasionale.  

In caso di diagnosi positive la dieta da seguire va valutata caso per caso.

 


3)    SINDROME DELL’INTESTINO IRRITABILE

L'intestino irritato e la pancia gonfia sono sintomi comuni della sindrome dell'intestino irritabile (IBS), una condizione che colpisce il tratto gastrointestinale. Questa sindrome può causare dolore addominale, gonfiore, crampi, diarrea o stitichezza. La pancia gonfia, in particolare, è spesso associata a un senso di pienezza e pesantezza.

 

COME TRATTARLO?

Il problema che vedo in generale è che, giustamente, in fase acuta (cioè quando c'è la sintomatologia che va dal dolore al gonfiore al transito intestinale alterato ma varia tantissimo da persona a persona), si tolgono le fibre quindi si mangia solo riso bianco pollo ai ferri o prosciutto e poco altro. dopodiché si torna a mangiare in modo più o meno ciò che per la persona è

"normale" fino a quando non riappare di nuovo I sintomatologia.

Il problema di base è che non viene mai trattato sul lungo termine.

Essendo una condizione a base infiammatoria (più il colon è infiammato più i sintomi saranno intensi e frequenti) non è possibile seguire sul lungo termine una dieta del genere (no frutta no verdura no legumi no cereali integrali = no fibre e solo carne e cereali raffinati) perché è molto pro-infiammatoria.

 

RIMEDIO: Bisogna invece ri-educare il microbiota intestinale a gestire nella maniera corretta l'introito di fibra, la quale ha un enorme potere antinfiammatorio. Quindi se in acuto la frutta, la verdura e in genere i cibi ricchi in fibra vanno eliminati, in cronico (quindi sul lungo termine) è necessario fare una gradualissima introduzione di questi in modo da iniziare a seguire un'alimentazione che sarà, pian piano, sempre più ricca di alimenti antinfiammatori (frutta, verdura, integrale, legumi) e povera in cibi pro-infiammatori (affettati, carne, grassi animali)

limitando quindi la sintomatologia sul lungo termine

 

Spero che questo articolo possa esserti stato di aiuto per darti spunti pratici su cui poter lavorare.

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Buona giornata!

 

 

 

 

 

 

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